Terreni e finanziamenti non mancano, ma il principale ostacolo resta trovare persone disposte a lavorare e gestire le aree recuperate. È il punto emerso dal bilancio dell’Associazione Fondiaria Radici di Bellano, nata per contrastare l’abbandono delle superfici agricole e favorire interventi condivisi sul territorio.
L’associazione è stata presentata pubblicamente all’inizio del 2024 e si è costituita formalmente nel dicembre dello stesso anno. Il modello prevede che i proprietari affidino i terreni all’Asfo per un periodo definito, consentendo poi all’associazione di individuare cooperative, aziende o altri soggetti incaricati della gestione. Tra gli obiettivi ci sono il recupero delle aree incolte, la tutela del paesaggio e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Il vigneto e l’orto didattico
Il progetto più rilevante è stato avviato a Vendrogno, con la realizzazione di un vigneto. Il terreno è stato bonificato, concimato e preparato grazie anche al contributo di un’azienda di Bellano. Nel febbraio 2026 gli studenti della classe 1G Agraria dell’Istituto Marco Polo di Colico hanno realizzato la recinzione, mentre il 26 e 27 marzo hanno messo a dimora 1.450 barbatelle di Pinot Nero e Pinot Bianco.
Il nuovo impianto, realizzato a oltre 700 metri di quota, comprende anche la semina di fiorume autoctono per favorire la biodiversità e la presenza di insetti impollinatori. Dopo la prima stagione, il lavoro proseguirà con la palificazione definitiva e la posa dei fili di sostegno, in vista dell’avvio graduale della fase produttiva.
A Bellano è stato invece realizzato un orto didattico di circa 500 metri quadrati, finanziato dal Comune. L’area è stata sistemata con interventi sul terreno, una piccola sponda, pacciamatura e palificazione. Sono state coltivate diverse varietà di ortaggi e fragole, con il coinvolgimento degli studenti dell’agraria durante le fasi di crescita. Il raccolto è stato distribuito tra i partecipanti, in attesa di una possibile futura organizzazione della vendita.
I prossimi interventi
Tra le priorità dell’associazione c’è ora il recupero del sentiero tra Ombriaco e Biosio. Sono previsti incontri con alcuni proprietari e con l’impresa incaricata per definire gli interventi. Per questo progetto e per altre attività di gestione sono disponibili risorse regionali pari a 30 mila euro, distribuite in tre annualità.
Un altro obiettivo riguarda i muretti a secco, elemento caratteristico del paesaggio terrazzato e utile alla stabilità dei versanti. Radici intende raccogliere le adesioni dei proprietari interessati e presentare una richiesta unitaria di finanziamento, così da superare le difficoltà dei singoli proprietari e rendere possibili interventi più ampi.
La disponibilità di risorse, tuttavia, non risolve il problema della gestione operativa. L’associazione punta soprattutto a coinvolgere giovani di Bellano, offrendo terreni già recuperati e un supporto agronomico. Chi si farà carico della coltivazione potrà utilizzare o vendere i prodotti ottenuti, mentre Radici manterrebbe il ruolo di accompagnamento e coordinamento.
Il direttivo è composto da cinque persone e i soci sono oggi tra 15 e 20. L’associazione sottolinea il sostegno ricevuto dal Comune di Bellano, che ha contribuito al progetto dell’orto e messo a disposizione una sede. La sfida indicata per i prossimi anni è trasformare gli interventi di recupero in attività agricole stabili e continuative.