Proteste e polemiche

Presidio a Perledo contro il resort: accuse di discriminazione

Il Coordinamento lecchese Stop al genocidio contesta il progetto 'Il giardino di Teodolinda' per presunti legami con Israele.

Presidio a Perledo contro il resort: accuse di discriminazione

Un presidio si è svolto a Perledo venerdì pomeriggio, organizzato dal Coordinamento lecchese Stop al genocidio, contro il progetto residenziale ‘Il giardino di Teodolinda’, situato nella frazione Bologna. L’incontro ha avuto luogo alle 17.30 davanti alla chiesa di San Martino, dove i manifestanti hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo a quello che definiscono un ‘problema ambientale, sociale e politico’. Lo slogan della mobilitazione recitava: ‘Le montagne non sono spazi da devastare, il territorio non si svende, il Lario non diventerà il resort del sionismo’.

Il progetto, che prevede la costruzione di 47 alloggi con vista sul Triangolo Lariano, è promosso dalla società milanese ‘Il giardino di Teodolinda srl’, amministrata dall’architetto israeliano Yehiel Tsubery. Il Coordinamento ha inviato una lettera al sindaco Fabio Festorazzi, chiedendo di fermare il cantiere, sostenendo che l’imprenditore abbia realizzato progetti nei territori palestinesi occupati. L’associazione ha anche evidenziato che simili tentativi di insediamenti residenziali di lusso sono stati registrati in altre regioni italiane, come Sardegna e Valsesia.

La risposta della Comunità ebraica di Milano

In risposta alle contestazioni, Dalia Gubbay, vice presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha difeso il diritto di impresa, affermando che ‘negare la libertà di impresa significa andare contro i pilastri fondamentali del nostro Paese’. Gubbay ha descritto come ‘insensato’ ostacolare la costruzione del resort solo perché gestito da un architetto israeliano, sottolineando che Tsubery è un professionista noto e appassionato della zona.

Gubbay ha anche distinto tra le critiche di natura ambientale e quelle che, a suo avviso, sono motivate da pregiudizi religiosi e razziali. Ha avvertito che le accuse di ‘resort sionista’ rappresentano un segnale di una crescente ossessione antisionista, che si traduce in forme di odio e discriminazione razzista.

Contesto e precedenti

La questione del complesso residenziale non è nuova. A fine giugno, un articolo del Corriere della Sera aveva messo in luce il boom edilizio sul Lago di Como, menzionando un intervento da 52 appartamenti in una zona ad alto rischio idrogeologico. Il sindaco Festorazzi aveva risposto, chiarendo che gli alloggi sono 47 e che l’area è edificabile da decenni. La Valutazione ambientale strategica è stata affidata al Politecnico di Milano, e il primo cittadino ha garantito che sono state eseguite le indagini necessarie per la sicurezza delle costruzioni.

Il Coordinamento ha anche elencato preoccupazioni riguardo al consumo di suolo, al rischio di smottamenti e all’aumento dell’overtourism, sostenendo che la ricchezza generata dal progetto non beneficerà l’economia locale. Non è la prima volta che il Coordinamento porta la questione palestinese in relazione a iniziative imprenditoriali locali; in passato, avevano contestato l’apertura di un ristorante a Lecco per motivi simili. Il presidio di venerdì sarà seguito da ulteriori iniziative di sensibilizzazione nella zona.