Giovedì 9 luglio 2026, gli attivisti di Legambiente si sono riuniti alla spiaggia dell’Ontano, a Colico, per un flash mob in risposta alla situazione critica del torrente Inganna, completamente in secca. L’iniziativa si inserisce nel contesto della campagna Goletta dei Laghi, che quest’anno non ha potuto campionare l’acqua del torrente a causa della mancanza di acqua, evidenziando le problematiche di inquinamento che affliggono l’Alto Lario.
Il torrente Inganna è al centro di polemiche da anni, e quest’estate ha portato all’emanazione di un divieto di balneazione. Gli attivisti, insieme al circolo Lario sponda orientale di Legambiente, WWF, CROS Varenna e ORMA, fanno parte del gruppo Occhi sul Pian di Spagna, che si batte per la salvaguardia dell’area. Due i temi principali sollevati: il monitoraggio degli scarichi fognari nel torrente e il progetto della passerella ciclopedonale sull’Adda.
Una storia di inquinamento
La questione dell’Inganna ha radici nel 2014, quando la spiaggia dell’Ontano è stata sottoposta a controlli sanitari dopo che nel 2013 Goletta dei Laghi aveva riscontrato un forte inquinamento alla foce del torrente. Da allora, i prelievi hanno mostrato risultati preoccupanti, con quattro campionamenti risultati inquinati e due annullati per mancanza d’acqua. Quest’anno, il programma scientifico di Goletta prevedeva undici punti di prelievo, ma due sono stati cancellati proprio a causa della secca dei corsi d’acqua, tra cui l’Inganna e l’Esino a Perledo.
Attualmente, la spiaggia dell’Inganna è interdetta ai bagnanti, essendo stata dichiarata non balneabile per l’intera stagione 2026 dal Portale Acque del Ministero della Salute. Il Comune ha avviato dal 2024 una collaborazione con Lario Reti Holding per identificare eventuali allacci non conformi alla rete delle acque bianche.
Controversie sul progetto della passerella
Il flash mob ha anche messo in evidenza le controversie legate alla passerella ciclopedonale sull’Adda, un progetto del Comune di Colico che sta incontrando difficoltà a causa di pareri critici da parte della Soprintendenza, della Provincia di Como e dell’Autorità di Bacino del fiume Po. Gli ambientalisti hanno sollevato obiezioni riguardo alla definizione del progetto, sostenendo che l’obiettivo principale dovrebbe essere garantire un attraversamento sicuro del fiume, piuttosto che facilitare l’accesso alla Riserva naturale del Pian di Spagna.
Inoltre, è stata evidenziata la mancanza di uno studio di fattibilità per alternative al progetto, come una passerella accostata al ponte esistente. La questione è ulteriormente complicata dal fatto che l’opera non è ancora inserita nel Piano della Riserva Naturale né nel Pgt di Gera Lario, e interessa una zona umida riconosciuta dalla Convenzione internazionale di Ramsar. Legambiente e Occhi sul Pian di Spagna chiedono maggiore attenzione alla sostenibilità del territorio e controlli più rigorosi sugli scarichi fognari nell’Inganna.