L’intervento dell’eurodeputato Pietro Fiocchi (FdI-ECR) in Commissione ENVI a Bruxelles ha aperto la discussione sulle politiche di recupero navale e industriale.
L’esponente politico si è espresso martedì 4 novembre 2026 contro la linea proposta dal gruppo ambientalista sull’impiantistica internazionale.
“L’objection presentata dai Verdi sullo smantellamento delle navi in India è l’ennesimo esempio di un approccio ideologico che non risolve nessun problema, ma ne crea di nuovi.”
Il rappresentante di Fratelli d’Italia – ECR ha sollecitato una riflessione complessiva sulle capacità operative presenti all’interno dei confini dell’Unione Europea.
La situazione dei cantieri europei e della filiera siderurgica
Nel corso del dibattito, l’eurodeputato Pietro Fiocchi (FdI-ECR) ha evidenziato le criticità strutturali del settore metallurgico continentale.
“La verità che i Verdi non vogliono vedere è che l’Europa non ha più la capacità di smantellare le navi e di recuperare l’acciaio. Abbiamo smantellato i nostri cantieri, abbiamo delocalizzato la nostra industria, abbiamo perso intere filiere. E ora pensiamo di risolvere il problema con una semplice objection? Ci vuole ben altro”.
Secondo il parlamentare europeo di FdI-ECR, la gestione delle materie prime richiede interventi sul ciclo produttivo.
“Se vogliamo davvero parlare di economia circolare e di autonomia strategica, serve riportare il ciclo dell’acciaio in UE. E per farlo occorre ripensare una strategia complessiva sull’acciaio.”
Le proposte operative per le imprese e la competitività
Il componente della Commissione ENVI Pietro Fiocchi (FdI-ECR) ha delineato le condizioni necessarie per il rilancio delle strutture produttive.
“Servono investimenti, servono risorse, servono regimi normativi idonei che permettano alle nostre imprese di tornare a competere. Non possiamo pretendere di riciclare l’acciaio se non abbiamo più impianti, se non abbiamo più manodopera specializzata, se la nostra normativa rende impossibile aprire un cantiere di smantellamento in Europa.”
In conclusione, l’esponente di Fratelli d’Italia ha richiamato l’esigenza di una programmazione comunitaria sul tema.
“Solo così si può tornare a parlare di competitività in maniera seria. Non con i divieti e le iniziative spot dei Verdi, ma con una politica industriale degna di questo nome che rimetta l’acciaio al centro della strategia europea”.