La Statale 639 tra la rotonda del ponte Cesare Cantù, a Sala di Calolziocorte, la località Levata di Monte Marenzo, via Tre Fontane e il nuovo lotto della variante di Cisano Bergamasco deve diventare una priorità. È la richiesta avanzata dai sindaci di Monte Marenzo, Cisano Bergamasco e Calolziocorte durante un incontro pubblico organizzato alla Levata per discutere della sicurezza e del futuro collegamento nell’ambito della Lecco-Bergamo.
Alla serata hanno partecipato le sindache Paola Colombo e Antonella Sesana, il sindaco Marco Ghezzi, il vicepresidente della Provincia di Lecco Mattia Micheli, il sottosegretario regionale Mauro Piazza e i consiglieri regionali Gian Mario Fragomeli, Giacomo Zamperini e Davide Casati. Non erano presenti Anas, titolare della strada, e Simico, soggetti chiamati a seguire i prossimi passaggi progettuali e finanziari.
Una strada stretta e trafficata
La sindaca di Monte Marenzo Paola Colombo ha riportato l’attenzione su un progetto del 1999, ritrovato negli archivi comunali e mai realizzato. Il documento dovrà essere verificato e aggiornato, ma potrebbe offrire una base per ripartire. Il tratto, pur risultando a norma, presenta una carreggiata stretta, attraversata da un traffico intenso e da numerosi mezzi pesanti.
Tra le criticità segnalate figurano gli incroci difficili tra camion, le condizioni del manto stradale e dei margini, l’illuminazione insufficiente e i rischi per motociclisti, ciclisti e pedoni. In diversi punti manca lo spazio per superare le biciclette in sicurezza e non sono presenti marciapiedi o percorsi protetti. Durante l’incontro è stata inoltre evidenziata la difficoltà di transito delle ambulanze nei momenti di maggiore congestione.
Secondo Colombo, l’adeguamento del tratto potrebbe richiedere tempi e costi inferiori rispetto ai lotti più complessi della Lecco-Bergamo. L’obiettivo è intervenire sulla strada esistente prima che le nuove varianti, lasciando irrisolto il collegamento centrale, finiscano per creare un ulteriore punto critico.
Il nodo della Lecco-Bergamo
La sindaca di Cisano Antonella Sesana ha ricordato che il primo lotto della variante di Cisano è in fase di realizzazione, mentre per il secondo, previsto dalla zona di via Torchio, non sono ancora disponibili le risorse necessarie. Nel frattempo, ha osservato, non si può trascurare la strada attuale. La chiusura del ponte di Brivio ha riversato altro traffico sulla Statale 639, aggravando una situazione già caratterizzata da buche e alta incidentalità.
Il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi ha sottolineato la necessità di mettere in sicurezza il collegamento, pur evidenziando le difficoltà legate alle abitazioni costruite a ridosso della carreggiata. La presenza degli edifici renderebbe più complessa anche la realizzazione di una pista ciclabile. Ghezzi ha ribadito che la variante deve essere pensata come un’opera complessiva e non come una semplice successione di lotti.
Sul versante bergamasco è in costruzione il primo lotto della variante di Cisano. Su quello lecchese, per il lotto San Girolamo tra Chiuso e Calolziocorte, si attende il progetto esecutivo dopo il passaggio a Simico, mentre per il lotto del Lavello, fino alla rotatoria del ponte Cantù, mancano le risorse per la progettazione. Il tratto tra ponte Cantù, Levata e Bisone resta quindi fuori dalla programmazione, con il rischio di trasformarsi in un tappo lungo la direttrice.
Davide Casati ha ricordato che il secondo lotto della variante di Cisano è inserito nel Piano regionale della mobilità e dei trasporti, ma con un orizzonte temporale oltre il 2032 e senza finanziamenti sufficienti. Mattia Micheli ha richiamato il passaggio di competenze dalla Provincia ad Anas, riferendo della possibile disponibilità della società a rinnovare alcuni tratti dopo i lavori sul ponte di Brivio e a valutare ulteriori risorse per l’adeguamento della carreggiata.
Mauro Piazza ha distinto tra la manutenzione, anche straordinaria, della strada esistente e la realizzazione di un nuovo tracciato o di opere strutturali più rilevanti. Nel breve periodo, Anas potrebbe essere sollecitata a intervenire sul manto stradale, sui margini danneggiati e sulle condizioni di sicurezza. Per una nuova infrastruttura servirebbero invece progettazione, finanziamenti e inserimento nella programmazione nazionale.
Fragomeli ha indicato come primo obiettivo l’inserimento di una previsione progettuale negli strumenti regionali. Zamperini ha chiesto una proposta unitaria, costruita con il coinvolgimento di amministrazioni e cittadini. Dal pubblico, Paolo Cola del comitato Insieme per una diversa Lecco-Bergamo ha sollecitato una visione complessiva, con uno studio di fattibilità tecnico-economica per l’intero collegamento.
La serata si è chiusa con l’impegno a chiedere entro un mese un incontro con Anas e le Province di Lecco e Bergamo, lavorando in parallelo sulla manutenzione della strada e sulla progettazione degli interventi strutturali. I sindaci hanno annunciato un nuovo aggiornamento con i cittadini entro la fine dell’anno. Per sostenere la richiesta saranno necessari dati su incidentalità, traffico e mezzi pesanti, oltre a una stima dei costi e all’individuazione delle risorse.