Dopo gara

Lecco, solo un pari con l’Alcione: tante occasioni sprecate

I blucelesti rimontano dopo l’errore iniziale, ma non trovano il guizzo decisivo davanti al pubblico del Rigamonti-Ceppi.

Lecco, solo un pari con l’Alcione: tante occasioni sprecate

Il Lecco non va oltre l’1-1 contro l’Alcione Milano e chiude con un altro pareggio la doppia sfida casalinga. Al Rigamonti-Ceppi la squadra bluceleste costruisce molto, con 17 conclusioni e quattro occasioni importanti, ma non riesce a trasformare la superiorità territoriale in una vittoria che avrebbe dato ossigeno alla classifica. Nel finale, dagli spalti arrivano anche i fischi e il coro ironico: Sarebbe bello anche vincere.

La partita viene decisa soprattutto dagli episodi. L’Alcione passa in vantaggio quando Galli approfitta di un errore di Comi in fase di costruzione, mentre il pareggio del Lecco arriva con Manetti, bravo a sfruttare l’uscita di Raffaelli. I padroni di casa provano poi a completare la rimonta, ma pagano la scarsa precisione negli ultimi metri e la difficoltà nel trovare la giocata risolutiva.

Valente difende l’identità della squadra

Al termine dell’incontro, l’allenatore Federico Valente ha difeso l’identità del gruppo, riconoscendo allo stesso tempo la necessità di leggere meglio alcune situazioni. La costruzione dal basso comporta dei rischi, ma nell’azione che ha portato al vantaggio dell’Alcione la giocata, secondo il tecnico, avrebbe dovuto coinvolgere Metlika e non Pellegrino.

L’errore fa parte del percorso, ha spiegato Valente, sottolineando però che il Lecco deve aumentare la lucidità nell’area avversaria. La squadra ha creato movimenti e messo in difficoltà gli ospiti, ma sono mancati il coraggio di calciare dal limite e la precisione nell’ultimo passaggio. Nonostante il gol subito, i blucelesti hanno continuato a cercare il risultato, provando a indirizzare la sfida dalla propria parte.

Il tecnico ha inoltre motivato la scelta iniziale di Pellegrino con le buone sensazioni ricevute durante la settimana. Rispetto a Casarotto, il giocatore offre una maggiore capacità di trovare spazio tra le linee, mentre l’ex Entella garantisce più movimento e imprevedibilità alla manovra offensiva.

La delusione di Casarotto

Valente non ha voluto colpevolizzare la giovane retroguardia. Non dobbiamo spianare il fucile per un errore, ha ribadito, elogiando il coraggio mostrato nel giocare il pallone e la prova complessiva di Comi e dei compagni di reparto. La costruzione dal basso serve ad attirare la pressione, ma la squadra deve ancora imparare a riconoscere i momenti in cui è preferibile ridurre il rischio.

Per quanto riguarda le corsie esterne, l’allenatore ha evidenziato i dati fisici di Manetti e la necessità di alternare i quinti. Urso era stato condizionato nei giorni precedenti da un problema allo stomaco, mentre Capello era alla seconda presenza consecutiva dal primo minuto. Le soluzioni disponibili in panchina non hanno permesso a Valente di inserire un terzo attaccante nel finale.

Matteo Casarotto ha espresso la propria delusione per un risultato ritenuto inferiore a quanto prodotto dalla squadra. Secondo l’attaccante, il Lecco avrebbe meritato la vittoria per la prestazione e per il lavoro svolto in allenamento, mentre l’Alcione è riuscito a segnare in una delle poche occasioni costruite. Il problema principale resta la concretezza: gli attaccanti blucelesti, ha spiegato, possono ricoprire più posizioni e migliorare l’intesa con il lavoro quotidiano.

Casarotto ha aggiunto che, oltre alle difficoltà nelle situazioni decisive, il Lecco sta attraversando una fase in cui gli episodi non sembrano premiarlo. Ritrovarsi sotto dopo un primo tempo di questo livello non è stato semplice, ma la squadra ha reagito e continua a credere nel proprio percorso. L’obiettivo, nelle prossime partite, sarà trasformare il volume di gioco e le opportunità create in successi.