Sicurezza montana

Casargo, il sindaco propone un tesserino per i cercatori di funghi

L’idea arriva dopo un decesso e due interventi in aree impervie: il contributo servirebbe a sostenere volontari, percorsi e campagne informative.

Casargo, il sindaco propone un tesserino per i cercatori di funghi

Gli interventi di soccorso nei boschi di Casargo, in provincia di Lecco, riaccendono il confronto sulla sicurezza di chi va alla ricerca di funghi. A rilanciare il tema è il sindaco Antonio Pasquini, dopo le operazioni svolte nei giorni scorsi per aiutare alcuni cercatori dispersi o in difficoltà. In uno dei casi, un uomo di 70 anni, residente in Brianza, è stato trovato senza vita.

Il primo cittadino esprime il cordoglio alla famiglia e sottolinea come la tragedia imponga una riflessione sulle modalità con cui viene frequentato il territorio montano. In un altro episodio, avvenuto a Giumello, è stato necessario intervenire per soccorrere due cercatori che si trovavano in una zona impervia. Secondo Pasquini, sono situazioni che richiedono un impegno significativo da parte della macchina dei soccorsi.

Il ringraziamento ai soccorritori

Il sindaco ha ringraziato i carabinieri di Casargo, i vigili del fuoco della provincia e quelli arrivati anche da fuori regione, impiegati nelle ricerche con droni e altre apparecchiature. Un riconoscimento è stato rivolto anche al Soccorso alpino Valsassina e Valvarrone, alle unità cinofile dell’Arma e ai volontari che hanno partecipato alle operazioni.

Pasquini osserva che nelle settimane dedicate alla raccolta molte persone entrano nei boschi già all’alba, talvolta intorno alle 5 del mattino, munite di frontalino e dirette verso aree difficili da percorrere. La ricerca dei funghi, ha spiegato, rappresenta una tradizione della montagna, ma comporta rischi che non possono essere ignorati, soprattutto quando mancano adeguata preparazione e conoscenza dei luoghi.

La proposta del contributo annuale

Da qui l’ipotesi di tornare a valutare l’introduzione di un tesserino per la raccolta dei funghi, accompagnato per i non residenti da un contributo annuo compreso, nella proposta, tra 15 e 20 euro. L’obiettivo indicato dal sindaco non sarebbe quello di fare cassa, ma di creare risorse da reinvestire sul territorio.

Una parte dei fondi potrebbe sostenere le attività dei volontari impegnati nella sicurezza e nel soccorso, oltre all’acquisto e all’aggiornamento di strumenti come droni e tecnologie per la ricerca. Un’altra quota potrebbe essere destinata alla manutenzione di sentieri, mulattiere e ciclopedonali, nonché a campagne informative per promuovere comportamenti più consapevoli tra chi frequenta i boschi.

La questione, secondo Pasquini, dovrebbe essere affrontata dal nuovo direttivo della Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, attraverso un confronto tra i Comuni e una valutazione dell’iter necessario. Il riferimento è al modello già adottato in altre Comunità montane lombarde.

La proposta viene collegata anche alla necessità di mantenere curato il territorio, in particolare i boschi e la rete sentieristica, resa più impegnativa dall’abbandono progressivo delle attività agricole. Per il sindaco, tutela dell’ambiente, manutenzione dei percorsi e sicurezza devono procedere insieme, così da consentire a residenti e visitatori di vivere la montagna con maggiore consapevolezza dei rischi.