Tra Civate e Suello la Statale 36 corre alla stessa quota del lago di Annone. Quando le precipitazioni sono intense, l’acqua non riesce a defluire e si accumula sulla carreggiata. È quanto accaduto tra la notte di mercoledì 16 e giovedì 17 settembre: tra mezzanotte e le 8, secondo il Centro meteo lombardo, sono caduti 107 millimetri di pioggia a Oggiono e 95,5 millimetri a Valmadrera.
All’alba lo svincolo di Suello è stato invaso dall’acqua, con alcune auto bloccate e la chiusura della Statale in direzione di Lecco. Chi viaggiava verso il capoluogo ha trovato l’uscita obbligatoria ad Annone Brianza, con code che si sono formate fin da Molteno. Poco prima delle 7 è inoltre scattato l’allarme per un incidente e per alcuni veicoli rimasti intrappolati: un uomo di 34 anni e una donna di 59 sono stati soccorsi in codice giallo e trasportati in ospedale.
Il progetto contro gli allagamenti
Nel corso della giornata Anas ha comunicato il ritorno alla normalità della circolazione sulla SS36, precisando che il ripristino completo delle rampe dello svincolo era previsto nel pomeriggio. A complicare nuovamente il traffico è stato anche un veicolo fermo nella galleria del Monte Barro, in direzione sud, con rallentamenti in uscita da Lecco verso Milano.
Proprio l’emergenza ha riportato al centro il progetto per una vasca di laminazione da 1.800 metri cubi, illustrato dall’ingegner Matteo Giuseppe Castiglioni, responsabile della struttura territoriale Lombardia di Anas, durante un’audizione della Commissione Territorio del Consiglio regionale. L’opera prevede un investimento di 3,2 milioni di euro e dovrebbe raccogliere l’acqua proveniente da circa 25.500 metri quadrati di sede stradale e da 18.000 metri quadrati di area verde, per poi restituirla al lago attraverso un sistema di pompaggio.
Secondo Anas, la vasca dovrebbe prevenire gli allagamenti anche in presenza di fenomeni meteorologici particolarmente intensi. Il progetto riguarda le acque piovane, mentre contro le esondazioni del lago è stata rialzata la pista ciclopedonale di Isella, intervento completato il 4 febbraio. Nella stessa zona, durante l’ultima ondata di pioggia, è stata comunque segnalata la tracimazione del lago di Annone.
Tempi del cantiere e altre opere
Sull’avvio dei lavori restano indicazioni non coincidenti. In una nota Anas ha riferito che la Conferenza di servizi si è conclusa ad agosto e che il cantiere potrebbe partire entro la fine dell’anno. Le slide presentate in audizione indicano invece i primi mesi del 2027. Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale lecchese del Partito democratico e promotore dell’incontro, ha parlato di un impegno a partire entro gennaio 2027, chiedendo però di accelerare per ragioni di sicurezza.
Fragomeli e Giacomo Zamperini, consigliere regionale lecchese di Fratelli d’Italia, hanno mantenuto una posizione prudente sull’allagamento. Entrambi hanno osservato che non è possibile stabilire con certezza se la vasca avrebbe evitato l’episodio, ma hanno sottolineato la necessità di velocizzare la realizzazione dell’opera.
Durante l’audizione sono stati affrontati anche gli interventi sulla tratta Giussano-Civate, lunga 17 chilometri e finanziata con 74,39 milioni di euro. I lavori risultano al 13 per cento, con 5,19 milioni già spesi su un intervento complessivo da 40,2 milioni. L’ultimazione è prevista entro il 2027, ma Anas segnala ritardi legati alla bonifica di terreni inquinati, alle interferenze con i sottoservizi e alle difficoltà finanziarie dell’impresa esecutrice Todini Costruzioni Generali.
Resta infine il nodo della galleria Monte Piazzo, tra Dorio e Piona, interessata dalla deformazione gravitativa del versante del Monte Legnone. Il consolidamento vale 77 milioni di euro e le opere civili sono al 95 per cento; gli impianti in direzione nord dovrebbero essere completati a marzo 2027. Anas ha chiarito che i 15 anni di vita utile indicati per la galleria sono un parametro tecnico di progetto e non una scadenza, assicurando che il tunnel è stato rinforzato e resterà monitorato. I consiglieri hanno chiesto date certe per i cantieri e un’accelerazione sulle possibili varianti della Statale 36.