La discussione sul futuro e sulla storia di Moto Guzzi si trasforma in un confronto politico a Mandello del Lario. Il sindaco Riccardo Fasoli ha replicato alla sezione locale del Partito democratico, intervenuta nei giorni scorsi sul successo del motoraduno, sulla nuova fabbrica e sul museo della casa dell’Aquila.
Il circolo dem aveva ricordato il ruolo delle mobilitazioni del 2009 e dell’allora sindaco Mariani nella difesa della presenza produttiva dell’azienda sul territorio. Nel suo intervento, il Pd aveva sottolineato il valore della memoria e la necessità di considerare il risultato come il frutto di un impegno collettivo, senza attribuire meriti esclusivi a una sola parte politica.
Il richiamo a una storia più lunga
Fasoli giudica riduttivo individuare nel 2009 il passaggio decisivo per spiegare gli sviluppi successivi. Secondo il sindaco, la vicenda della permanenza dello stabilimento affonda le proprie radici negli anni precedenti e coinvolge una pluralità di soggetti: lavoratori, imprenditori, amministratori, associazioni e appassionati.
Il primo cittadino ricorda che già alla fine degli anni Novanta erano emerse ipotesi di trasferimento della produzione. In diverse occasioni, aggiunge, numerose persone si erano impegnate per difendere il futuro industriale della Moto Guzzi. La sua ricostruzione non nega il valore delle proteste dei lavoratori, ma respinge l’idea che una singola amministrazione possa rivendicare da sola il merito degli esiti maturati nel tempo.
Il ruolo delle amministrazioni
Per Fasoli, sostenere le mobilitazioni era giusto e doveroso, ma non rappresenta l’unico compito di un’amministrazione pubblica. Chi governa, sostiene il sindaco, deve anche creare le condizioni perché l’occupazione rimanga e possa svilupparsi sul territorio. In questo quadro, richiama le difficoltà incontrate da un primo progetto di riqualificazione, che non arrivò alla realizzazione anche a causa di un iter amministrativo e autorizzativo particolarmente complesso.
Quel percorso, osserva Fasoli, riguardava una proposta meno articolata rispetto a quella realizzata oggi. Da qui la distinzione tra il valore della protesta e la necessità di portare a termine i progetti: secondo il sindaco, manifestare il dissenso è importante, ma lo è altrettanto riuscire a trasformare le decisioni in interventi concreti.
Fasoli chiarisce infine che l’amministrazione non intende attribuirsi meriti esclusivi né per quanto fatto in precedenza né per le opportunità che potranno essere colte dalle giunte future. Rivendica però il contributo dato negli ultimi dieci anni alla collaborazione con Piaggio, agli investimenti sul territorio e alla valorizzazione dell’identità locale.
La conclusione del sindaco è un richiamo a una diversa idea del confronto pubblico: non soltanto contrapposizione, ma anche collaborazione, capacità decisionale e realizzazione. In questa prospettiva, Moto Guzzi appartiene alla sua storia, ai lavoratori e alla comunità di Mandello, non a una singola parte politica.