La vertenza Carcano si è fermata al tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si sono incontrati azienda, organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e struttura ministeriale per le crisi d’impresa. Al centro del confronto c’era il piano di rilancio del gruppo dopo l’acquisizione, con investimenti annunciati per 50 milioni di euro.
Secondo Fim, Fiom e Uilm, il progetto è stato illustrato soltanto per linee generali. L’azienda avrebbe confermato l’operatività di tutti i siti e la volontà di destinare le risorse all’aumento di produttività, efficienza e qualità. Per i sindacati, però, mancano ancora elementi concreti per comprendere come verranno distribuiti gli investimenti e quali saranno le ricadute sui lavoratori.
Il nodo dello stabilimento lecchese
Le maggiori preoccupazioni riguardano lo stabilimento di Mandello del Lario. Nel corso dell’incontro, riferiscono le organizzazioni dei lavoratori, sarebbe emersa l’intenzione di non utilizzare l’impianto nella sua interezza e di procedere a una riorganizzazione attraverso ammortizzatori sociali straordinari, pensionamenti e trasferimenti in un’altra sede.
È questo passaggio ad aver bloccato il confronto. La mancanza di dettagli sul piano industriale e sulla riorganizzazione annunciata, sostengono Fim, Fiom e Uilm, ha reso impossibile proseguire la discussione. Nel comunicato unitario diffuso al termine del vertice, i sindacati parlano di un rischio concreto per il futuro del sito, fino a evocare la possibile «morte dello stabilimento». Anche il ministero, secondo quanto riferito dalle sigle, avrebbe chiesto all’azienda una presentazione chiara e dettagliata del progetto.
Il gruppo occupa circa 500 dipendenti diretti nei tre siti di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino. Considerando l’indotto tra il Lecchese e la Valtellina, il numero supera le 700 persone. La situazione produttiva resta inoltre condizionata dall’incendio che il 31 ottobre 2024 ha danneggiato l’impianto di laminazione di Delebio, dove i volumi sono ancora inferiori ai livelli precedenti e si fa ricorso alla cassa integrazione a rotazione.
La richiesta di un nuovo confronto
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di aggiornare l’incontro entro il 16 settembre in sede locale e di riconvocare al più presto il tavolo ministeriale a Roma. Nei giorni successivi sono previste assemblee con i lavoratori in tutti gli stabilimenti del gruppo, per illustrare gli esiti della riunione e valutare le iniziative da intraprendere.
Un ulteriore appuntamento era già stato fissato dal ministero per il 6 ottobre, con l’obiettivo di verificare i progressi del piano industriale. Il documento, presentato in precedenza come non disponibile prima della fine dell’anno, è arrivato al tavolo soltanto nei suoi contenuti generali. Resta ora da chiarire quale sarà l’impatto effettivo delle scelte annunciate sul sito di Mandello e sull’occupazione.