Vertenza amministrativa

Tar Lombardia, confermati i sigilli alle slot del bar di Colico

Il provvedimento riguarda quattro apparecchi presenti in un esercizio di Largo San Giorgio

Tar Lombardia, confermati i sigilli alle slot del bar di Colico

Le quattro apparecchiature da gioco del Funny Bar di Colico restano inutilizzabili. Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia ha respinto l’istanza cautelare presentata dalla società Il Chiosco snc, proprietaria del locale, contro il verbale con cui il 30 maggio il Corpo di polizia locale associato Alto Lario aveva nuovamente apposto i sigilli sulle slot installate nell’esercizio di Largo San Giorgio.

La decisione è stata assunta nella camera di consiglio di martedì 8 settembre e pubblicata il giorno successivo. La Terza sezione del Tar, composta dal presidente Richard Goso, dal giudice estensore Stefano Celeste Cozzi e dal consigliere Mauro Gatti, ha ritenuto che, nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, il ricorso non presentasse un fumus sufficiente.

La distanza dai luoghi sensibili

Secondo il collegio, la misura adottata dall’amministrazione sembra essere la conseguenza della violazione delle norme sulle distanze minime tra apparecchi da gioco e luoghi sensibili. Il riferimento è alla legge regionale lombarda numero 8 del 2013, che disciplina la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico.

La normativa vieta la nuova collocazione di apparecchi per il gioco lecito a meno di 500 metri da scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sociosanitarie e centri di aggregazione giovanile. Per nuova installazione si intende il collegamento dell’apparecchio alle reti telematiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli effettuato dopo il 28 gennaio 2014.

In caso di mancato rispetto della distanza prevista, è possibile una sanzione di 15 mila euro per ogni apparecchio, oltre alla chiusura mediante sigilli. Le linee guida regionali precisano che questi possono essere rimossi soltanto quando la macchinetta viene ricollocata in una posizione conforme alle regole; non è invece prevista la rimozione fisica dell’apparecchio.

Il ricorso della società

Il ricorso chiedeva l’annullamento del verbale e, ove necessario, anche della nota del comandante della polizia locale del 16 marzo, nella parte in cui escludeva l’esistenza di una disparità di trattamento. La società è assistita dagli avvocati Francesco Paolo Mastrovito e Martina Alemani, mentre il Comune di Colico si è costituito in giudizio con l’avvocato Carlo Maria Galli. Il Corpo di polizia locale associato Alto Lario non si è costituito.

Il Tar non ha però definito in questa fase la questione relativa alla giurisdizione, cioè alla competenza del giudice amministrativo a decidere la controversia. L’ordinanza riguarda esclusivamente la richiesta di sospensione degli effetti del provvedimento: la decisione definitiva sulla sorte delle quattro slot sarà quindi presa nel giudizio di merito.

La vicenda si inserisce nel quadro più ampio dei dati sul gioco nel Lecchese. Nel 2025, in provincia di Lecco, sono stati giocati quasi 672 milioni di euro tra rete fisica e online, di cui 163,1 milioni attraverso apparecchi come slot e videolottery. Nello stesso territorio, oltre 500 persone risultano assistite dall’Asst per problemi legati alla dipendenza dal gioco.