Mattinata di code e rallentamenti nell’area di Lecco e nei comuni dell’hinterland, dove la viabilità ha risentito della combinazione tra i cantieri lungo la Statale 36, le chiusure programmate degli svincoli e il passaggio della parata delle Moto Guzzi. I disagi sono stati segnalati soprattutto a partire da poco dopo le 9, con ripercussioni su diversi collegamenti stradali.
Tra i provvedimenti che hanno inciso maggiormente sulla circolazione c’è stata la chiusura dei due svincoli del Bione lungo la SS36. In direzione nord, l’uscita era collegata anche al tratto in prossimità del Monte Barro. Nella stessa fase è rimasto chiuso il Quarto ponte, con conseguenze sulla viabilità del Ponte Manzoni e sulle strade della zona compresa tra Bione, Pescarenico e Maggianico.
Le chiusure programmate da Anas
Il piano predisposto da Anas prevedeva una serie di interruzioni a orario, progressive lungo l’asse della Statale 36. Dalle 9.30 alle 10.15 sono rimasti chiusi il tratto tra Pescate e lo svincolo di Lecco Bione, corrispondente al Quarto ponte, e le due rampe di uscita del Bione in direzione di Sondrio e Milano.
Fino alle 11 è stata inoltre mantenuta la chiusura della rampa di uscita di Lecco centro, indicata come Orsa Maggiore, per chi viaggiava verso Milano. Tra le 10.15 e le 11.20 lo stop ha invece riguardato la carreggiata in direzione Sondrio all’altezza del chilometro 55.
Ripercussioni sulla viabilità
L’ultima riapertura prevista dal calendario ha interessato, alle 11.20, la rampa di uscita di Mandello del Lario verso Milano. La successione degli interventi, unita alla presenza della manifestazione motociclistica, ha contribuito a rendere più complessi gli spostamenti durante la mattinata, con rallentamenti estesi anche alla viabilità ordinaria.
La gestione del traffico è stata supportata dai volontari dell’Associazione Carabinieri ANC, impegnati nel presidio delle aree interessate dai disagi. Le chiusure rientravano nel programma temporaneo dei cantieri sulla Statale 36 e sono state organizzate con orari differenziati, così da spostare progressivamente verso nord l’interruzione dei vari tratti e degli svincoli coinvolti.