Il Consiglio comunale ha approvato il 27 luglio la manovra tariffaria della Tari 2026. Gli allegati alla delibera indicano nel dettaglio importi e coefficienti applicati alle utenze domestiche e non domestiche. L’aumento medio previsto è del 4,5% per le famiglie e del 6,5% per le attività, su un piano economico finanziario complessivo di circa 9,2 milioni di euro.
Come si calcola la tariffa
Per le utenze domestiche il tributo è composto da una parte fissa, determinata in base alla superficie dell’immobile, e da una parte variabile legata al numero degli occupanti. La quota fissa va da 0,89 euro al metro quadro per le persone sole a 1,44 euro per i nuclei formati da sei o più persone.
La parte variabile ammonta a 55,67 euro per un occupante, 100,21 euro per due, 128,04 euro per tre, 167,01 euro per quattro, 200,41 euro per cinque e 228,25 euro per sei o più persone. Il numero dei componenti viene calcolato sulla base della situazione anagrafica al 1° gennaio 2026 e sarà riportato nell’avviso di pagamento.
In un caso concreto, una famiglia di tre persone che vive in un’abitazione di 90 metri quadri paga, al lordo delle riduzioni previste dal regolamento comunale, 105,30 euro di quota fissa e 128,04 euro di quota variabile, per un totale di 233,34 euro. Una persona sola in 50 metri quadri paga 100,17 euro, mentre un nucleo di quattro persone in 110 metri quadri arriva a 306,71 euro.
Al tributo si aggiunge il 5% di Tefa, il tributo provinciale per la tutela ambientale. Sono inoltre previste componenti perequative fissate da Arera: 10 centesimi per i rifiuti raccolti dai volontari, 1,50 euro per le agevolazioni collegate agli eventi calamitosi e 6 euro per il bonus sociale rifiuti. Nella delibera sono indicati due importi da 6 euro, relativi alle annualità 2025 e 2026. Le componenti fisse ammontano quindi a 13,60 euro per utenza e portano il conto dell’esempio familiare a poco meno di 259 euro.
Bonus sociale e attività
Il bonus sociale rifiuti è destinato ai nuclei in condizioni economiche disagiate e viene riconosciuto automaticamente, senza una domanda, sulla base delle informazioni trasmesse attraverso il sistema Sgate. La delibera prevede però che il Comune possa trattenere in tutto o in parte l’importo del bonus per compensare crediti Tari certi, liquidi, esigibili e non prescritti. La compensazione può avvenire dopo un sollecito di pagamento che informi l’utente e una volta trascorsi i termini stabiliti da Arera.
Durante il dibattito consiliare, Emanuele Manzoni di Alleanza Verdi e Sinistra – Cambia Lecco aveva contestato il meccanismo, sostenendo che l’aumento generale del tributo finanziasse una misura sociale. Gli allegati chiariscono che nel 2026 la quota destinata al bonus comprende anche il recupero dell’annualità precedente.
Per le utenze non domestiche, la tariffa più alta riguarda ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio: 19,93 euro al metro quadro, ottenuti dalla somma di 10,54 euro di parte fissa e 9,39 di parte variabile. Seguono ristoranti, trattorie e pizzerie con 15,49 euro al metro quadro, quindi bar e pasticcerie con 11,58 euro. Le tariffe più contenute interessano musei, biblioteche, scuole, associazioni e luoghi di culto, a 1,58 euro, oltre a banche e studi professionali, a 1,70 euro. Un ufficio paga 3,80 euro al metro quadro.
Il Comune ha confermato la riduzione del 5% dei coefficienti già minimi per ristoranti, mense e ortofrutta, mantenendo al minimo anche quelli dei bar. Resta invariata la ripartizione del costo complessivo: il 55% a carico delle utenze domestiche e il 45% di quelle non domestiche. L’importo utilizzato per il calcolo delle tariffe, inclusi i costi extra perimetro, è di 8.816.225 euro.
Le scadenze previste sono il 30 settembre per la prima rata in acconto, il 31 ottobre per la seconda e il 2 dicembre per il saldo. È possibile anche effettuare il versamento in un’unica soluzione. La delibera è stata approvata con 18 voti favorevoli e 11 astensioni, senza voti contrari.