Celebrazione religiosa

Maria assunta in cielo, mistero e promessa per i credenti

Don Giovanni Milani commenta il Magnificat e il messaggio di salvezza rivolto ai fedeli.

Maria assunta in cielo, mistero e promessa per i credenti

La solennità dell’Assunzione di Maria richiama due aspetti centrali della fede cattolica: la sua maternità divina e la partecipazione alla gloria celeste anche con il corpo. La tradizione della Chiesa riconosce nella Madonna la Θεοτόκος, la Madre di Dio, colei che ha generato il Signore, e ne celebra la singolare purezza fin dal concepimento.

Il mistero mariano

Le due peculiarità, l’assenza del peccato originale e l’elevazione al cielo, sono diventate dogmi della Chiesa cattolica e vengono onorate con una solennità liturgica. La celebrazione offre così l’occasione per riflettere sul significato della figura di Maria, considerata non soltanto come modello di fede, ma anche come primizia della salvezza promessa a tutti i credenti.

Il brano evangelico proposto è quello di Luca dedicato all’incontro con Elisabetta. In quel contesto Maria pronuncia il Magnificat, il cantico con cui riconosce la grandezza di Dio e il suo intervento nella storia. Secondo la riflessione proposta, il testo non va letto soltanto come una lode, ma anche come l’annuncio dello sguardo di Dio sul mondo e del suo giudizio, capace di superare le illusioni e le ambizioni umane.

Una promessa per i credenti

Nel destino di Maria, secondo la dottrina cattolica, si manifesta in anticipo il compimento della salvezza realizzata dalla croce e dalla risurrezione di Gesù per l’intera umanità. Ciò che nella Madonna si è compiuto immediatamente, con la piena partecipazione della persona e del corpo alla vita divina, per ogni discepolo perseverante nella fede troverà compimento dopo il giorno del Signore.

La grandezza di Maria viene quindi presentata come grazia e dono, ma anche come una presenza vicina ai fedeli. La maternità affidatale da Gesù sulla croce la rende, nella prospettiva della celebrazione, non soltanto un esempio della futura risurrezione, ma una figura capace di accompagnare il cammino spirituale dei credenti.

La riflessione si conclude con l’immagine della donna vestita di sole descritta nell’Apocalisse. Attraverso questa rappresentazione simbolica, la comunità è invitata a guardare a Maria con affetto e devozione, chiedendole di condurre ciascuno verso Gesù, suo figlio. Il commento è firmato da don Giovanni Milani.