Il Comune di Moggio interviene sulla decisione di introdurre, in via sperimentale, la sosta tariffata sul territorio comunale. In una nota diffusa l’11 agosto 2026, l’Amministrazione guidata dal sindaco Mariangela Colombo ha spiegato le ragioni del provvedimento e le modalità previste, anche alla luce delle critiche emerse nel dibattito pubblico.
Secondo la Giunta, la misura nasce dalla necessità di reperire risorse per interventi di miglioramento urbano e di sicurezza senza aumentare la fiscalità generale. L’obiettivo dichiarato è collegare il contributo all’utilizzo effettivo degli spazi, coinvolgendo anche visitatori e utenti non residenti, compresi coloro che non possiedono seconde case nel territorio comunale.
Le destinazioni degli incassi
I proventi della sosta saranno destinati a finalità pubbliche. Durante la fase sperimentale, le risorse serviranno in particolare a finanziare il miglioramento dell’area pubblica prospiciente via Arturo Toscanini, come previsto dalla deliberazione di Giunta comunale numero 81, approvata nel dicembre scorso.
La disciplina prevede inoltre specifiche agevolazioni e la presenza di stalli non a pagamento e a disco orario. In prossimità delle attività commerciali, precisa l’Amministrazione, saranno disponibili posti con sosta gratuita a tempo, pensati per agevolare sia gli utenti sia gli esercizi presenti nella zona.
Il progetto della funivia e l’Imu
Nella nota il Comune richiama anche la programmazione delle opere ritenute prioritarie. Tra queste figura la realizzazione della nuova funivia tra Moggio e Artavaggio, considerata strategica per il territorio e la comunità. L’intervento beneficia di un contributo regionale pari al 90% dell’importo complessivo, mentre il restante 10% rimane a carico dell’ente locale e rappresenta, secondo la Giunta, uno sforzo finanziario significativo.
L’Amministrazione fornisce poi alcune precisazioni sul gettito dell’Imu, dopo la percezione diffusa che i tributi locali possano coprire integralmente spese e investimenti comunali. Circa il 65% del gettito, pari a circa 1,1 milioni di euro, confluisce infatti nel Fondo di solidarietà comunale gestito dallo Stato e viene redistribuito tra i Comuni sulla base dei criteri previsti dalla legge.
In chiusura, sindaco e Giunta richiamano il confronto sviluppatosi sulle piattaforme digitali. L’Amministrazione distingue la legittima critica politica e amministrativa dalle offese, dalle espressioni denigratorie e dalle accuse che considera infondate. L’invito rivolto ai cittadini è a mantenere il dibattito entro i limiti del rispetto e della correttezza, utilizzando dati verificabili e argomentazioni ritenute utili alla discussione sulle scelte pubbliche.