Una famiglia ha segnalato un grave disservizio del servizio di continuità assistenziale avvenuto la sera del 1 agosto 2026. Durante una richiesta di assistenza al numero 116117, la moglie del segnalante ha sviluppato un’eruzione cutanea pruriginosa, ma non presentando sintomi di emergenza, hanno contattato il servizio per ricevere indicazioni.
La prima chiamata è stata effettuata alle 20:58, e dopo aver fornito i dati necessari, è stato comunicato che un medico avrebbe richiamato. Non ricevendo alcuna telefonata, la famiglia ha richiamato alle 21:38. Solo alle 21:50 sono stati contattati da un medico, il quale ha consigliato di recarsi alla guardia medica di Mandello.
La scoperta della chiusura
Temendo che la sede potesse essere chiusa, la famiglia ha chiesto conferma al medico, il quale ha risposto affermativamente. Nonostante le domande riguardo alla necessità di contattare la struttura, il medico ha insistito che non era necessario. La moglie del segnalante è arrivata a Mandello alle 22:03, solo per scoprire che la sede era completamente chiusa.
Alle 22:06, la famiglia ha dovuto richiamare nuovamente il 116117. Gli operatori, visibilmente in difficoltà, hanno appreso che la paziente era stata indirizzata a una struttura chiusa, nonostante la richiesta di conferma. Solo alle 22:15 è stato suggerito di recarsi alla guardia medica di Lecco.
Richiesta di chiarimenti
Quasi due ore dopo la prima chiamata, la paziente non aveva ricevuto alcuna valutazione sanitaria e aveva dovuto affrontare un viaggio inutile. La famiglia non contesta la necessità di attendere per casi più urgenti, ma si oppone all’errore del servizio sanitario pubblico che ha fornito informazioni errate, indirizzando una paziente verso una sede chiusa.
La famiglia ha annunciato l’intenzione di presentare un reclamo formale, chiedendo che vengano ascoltate le registrazioni delle chiamate per chiarire come sia stato possibile fornire un’indicazione così errata. Questa vicenda mette in luce come un disservizio simile potrebbe avere conseguenze gravi per persone anziane o fragili, che potrebbero trovarsi in situazioni di emergenza senza supporto adeguato.