È stato recuperato nella giornata di domenica 26 luglio, nelle acque antistanti Menaggio, il corpo del turista olandese di 45 anni disperso da sabato nel lago di Como. L’uomo si era tuffato dall’imbarcazione, noleggiata poche ore prima a Varenna, per soccorrere il figlio sedicenne in difficoltà: il ragazzo è stato tratto in salvo, mentre il padre non è più riemerso. Le ricerche sono proseguite senza sosta per oltre ventiquattro ore, fino a quando, nel tardo pomeriggio di domenica, i vigili del fuoco hanno comunicato il termine delle operazioni.
Le operazioni di recupero
A individuare il corpo sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno utilizzato un impiego combinato di apparecchiature sonar e telecamere subacquee, supportati da mezzi nautici e personale specializzato. Secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, la salma si trovava adagiata su un fondale di circa 25 metri, nello specchio d’acqua davanti al centro lariano. Una volta individuato il punto esatto, i sommozzatori della Guardia costiera sono scesi in profondità per completare le manovre di recupero. La salma è stata poi caricata a bordo di un’unità navale dei vigili del fuoco e trasportata a riva, per essere infine trasferita all’obitorio dell’ospedale di Como, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli accertamenti sono affidati al terzo Nucleo della Guardia costiera del lago di Como.
La dinamica della tragedia
L’allarme era scattato nella tarda mattinata di sabato 25 luglio. Come riportato, il 45enne aveva noleggiato il natante a Varenna e si era avventurato in una gita con i tre figli. All’altezza di Menaggio, sulla sponda comasca, si era tuffato per raggiungere uno dei ragazzi in difficoltà, che è stato trasportato a Gravedona per accertamenti. I figli, non vedendolo riemergere, hanno allertato alcuni pescatori di passaggio, mentre un uomo a bordo di un sup ha assistito alla scena tentando invano di prestare aiuto.
Sul posto sono intervenuti la Guardia costiera del Reparto operativo laghi con il mezzo navale di Menaggio, l’idroambulanza Nau 140 e i vigili del fuoco di Como con l’elicottero Drago. Questa tragedia richiama alla mente un episodio simile avvenuto nel luglio del 2024, quando un turista tedesco era morto a Colico dopo essersi gettato in acqua per soccorrere il figlio, il cui corpo era stato ritrovato a oltre duecento metri di profondità. Pochi giorni fa, a Como, una bambina di nove anni è annegata davanti al Tempio Voltiano.